Associazione Culturale

Visioni e Illusioni

Il grande cinema del '900

Mercoledì 11 giugno nella Sala Cinema dell’Anica (Viale Regina Margherita, 286) ha avuto luogo la proiezione di “Le voci bianche” (1964) di Pasquale Festa Campanile e Massimo Franciosa nell’ambito dell’iniziativa di Visioni&Illusioni “I tesori nascosti del cinema italiano” volta a riportare all’attenzione dei soci e dei loro ospiti quei film pur pregevoli, già accolti favorevolmente sia dal pubblico che dalla critica che, per motivi diversi, sono scomparsi da tempo dai palinsesti televisivi o dalle rassegne cinematografiche.

Presentato fuori concorso al 17º Festival di Cannes, “Le voci bianche” è una divertente satira in costume ambientata nella Roma della metà del ‘700. Il protagonista è Meo, interpretato da Paolo Ferrari, un giovane che per sfuggire alla fame e alla miseria, finge di farsi castrare per entrare nel Conservatorio dove studiano e si esibiscono le ‘voci bianche’ in un’epoca in cui, per volere papale, le donne non potevano recitare a teatro. Salva quindi la sua virilità ma è costretto ad esibire costantemente una femminilità che non gli appartiene, approfittandone tuttavia per soddisfare sia i suoi impulsi che quelle delle mogli dei nobili romani che lo accolgono nel loro mondo senza sospettare il suo doppio gioco…

le voci bianche

Con i dialoghi in romanesco scritti da Luigi Magni, i bei costumi e le scenografie di Pier Luigi Pizzi, il film vantava un cast d’eccezione: oltre a Paolo Ferrari c’erano, tra gli altri, Sandra Milo, Anouk Aimée, Vittorio Caprioli, Philippe Leroy, Leopoldo Trieste, Claudio Gora e Francesco Mulè.

Alla serata presentata da Alberto Castagna e alla presenza del Presidente di Visioni&Illusioni Ettore Spagnuolo, hanno preso parte il saggista Andrea Pergolari, autore del libro “Pasquale Festa Campanile. Ovvero la sindrome di Matusalemme”, dedicato al regista del film e Raffaele Festa Campanile, figlio di Pasquale oltre ad altri personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura.