Associazione Culturale

Visioni e Illusioni

Il grande cinema del '900

2015-2022: 7 ANNI DI VISIONI E ILLUSIONI

Proiezioni, presentazioni di libri, concerti, eventi: la storia per immagini dell'Associazione Culturale Visioni e Illusioni dal 2015 al 2022.

La grande tradizione della commedia all’italiana è tornata protagonista nell’ultimo appuntamento cinematografico dell’anno di Visioni&Illusioni che ha avuto luogo nella Sala Cinema dell’Anica mercoledì 26 novembre con il capolavoro di comicità “Straziami ma di baci saziami” (1968).

straziamiDino Risi regista, Ugo Tognazzi e Nino Manfredi interpreti: un vero “tris d’assi” anima il film scritto da Age e Scarpelli, che racconta la travagliata storia d’amore tra Marino, un barbiere di Alatri (Manfredi) e la bella operaia marchigiana Marisa, interpretata dall’attrice americana Pamela Tiffin. Un malinteso orchestrato dalla perfida Adelaide (Moira Orfei) porta Marisa ad abbandonare il paese per Roma con Marino che non si darà pace, partendo per cercarla nella grande città. Nel frattempo Marisa si è però sposata con il sarto sordomuto Umberto (un irresistibile Ugo Tognazzi). I due si ritroveranno solo quando Marino, ormai ridotto ad un barbone, avrà tentato il suicidio, con l’accaduto raccontato sui giornali…

Infarcito di citazioni delle canzonette che entrambi i due protagonisti adorano, il film annovera anche una serie di grandi caratteristi come Gigi Ballista, Checco Durante e Michele Cimarosa.

Alla serata presentata da Alberto Castagna e aperta dai saluti del Presidente Ettore Spagnuolo, ha preso parte il figlio di Nino Manfredi, Luca Manfredi (autore, tra gli altri, del documentario “Uno, Nessuno, Cento Nino” e del film biografico “In arte Nino”) che ha rievocato al pubblico la storia della rottura del rapporto tra suo padre e Ugo Tognazzi e la successiva riconciliazione.

La proiezione del film è stata preceduta da una introduzione del critico Guido Barlozzetti.

Con la scomparsa di Claudia Cardinale, il 23 settembre 2025, se n’è andata una delle ultime grandi Dive del cinema italiano, una delle poche ad avere goduto di grande popolarità anche all’estero, la Musa di grandi registi come Federico Fellini, Luchino Visconti, Mario Monicelli, Sergio Leone e molti altri, protagonista di capolavori che hanno lasciato il segno nella Storia del nostro Cinema ma anche del costume e della cultura.

La_ragazza di BubeVisioni&Illusioni ha reso omaggio alla grande attrice nella serata di martedì 21 ottobre nella Sala Cinema dell’Anica con la proiezione di “La ragazza di Bube” (1963) di Luigi Comencini, il primo film in cui l’attrice recitò con la sua vera voce e quello con il quale vinse il primo importante riconoscimento di una lunga serie: il Nastro d’argento per la migliore attrice.

Nel film tratto dall’omonimo romanzo di Carlo Cassola, Claudia Cardinale interpreta una contadina, Mara, che si innamora, ricambiata, di un partigiano di nome Bube dal quale deve dividersi dopo che il giovane viene coinvolto in un duplice omicidio ed è costretto a fuggire dall’Italia. Determinata ad aspettare il suo amato, Mara si trasferisce in città dove conosce Stefano, un giovane operaio, con il quale nasce una tenera amicizia che potrebbe trasformarsi in altro se….

Ben accolto sia dalla critica che dal pubblico (con un incasso di quasi un miliardo di lire), il film valse a Claudia Cardinale anche la Grolla d’Oro mentre Franco Cristaldi fu premiato come miglior produttore sia con il David di Donatello che con il Nastro d’argento.

La serata presentata da Alberto Castagna si è aperta con la proiezione della celebre scena del ballo di “Il Gattopardo” (1963) di Luchino Visconti, seguita dai saluti del Presidente dell’Associazione Ettore Spagnuolo e da una introduzione al film del critico Guido Barlozzetti.

Il 6 settembre 2023 si spegneva a Roma il Presidente Onorario di Visioni&Illusioni Giuliano Montaldo. Uno dei più grandi registi italiani, autore di capolavori come “L’Agnese va a morire”, “Sacco e Vanzetti”, “Giordano Bruno” e “Marco Polo”, è stato fin dalla fondazione dell’Associazione un protagonista quanto mai attivo, con i suoi consigli, la sua presenza costante a tutti gli eventi, la sua piena adesione alle attività intraprese sia in campo cinematografico che musicale, letterario e culturale. Anche quando i suoi problemi di salute, negli ultimi mesi, non gli hanno più consentito di potere essere fisicamente al fianco dell’Associazione, egli ha aperto fino all’ultimo la porta della sua casa per inviare i suoi saluti ai soci cui si sentiva molto legato.

l'agnese va a morireVisioni & Illusioni, nel secondo anniversario della sua scomparsa, ha ricordato Giuliano Montaldo il 16 settembre 2025 nella Sala Cinema dell’Anica con la proiezione di uno dei suoi film più celebri, “L’Agnese va a morire” (1976).

Tratto dall’omonimo romanzo di Renata Viganò, il film è ambientato durante l’occupazione tedesca e racconta la storia di una donna di mezza età, Agnese (interpretata dall’attrice svedese Ingrid Thulin) che dopo la deportazione e la morte del marito, membro della Resistenza, decide di diventare una staffetta partigiana per poi entrare in clandestinità.

Ospite d’Onore della Serata presentata da Alberto Castagna e aperta dai saluti del Presidente Ettore Spagnuolo, l’attore e regista Michele Placido, tra gli interpreti del film, che è stato intervistato dalla giornalista del Corriere della Sera Emilia Costantini sulla sua esperienza sul set di “L’Agnese va a morire” e con Giuliano Montaldo. La proiezione del film è stata quindi preceduta da una introduzione del critico Guido Barlozzetti.

L’ultimo appuntamento della stagione con gli eventi di Visioni&Illusioni si è svolto martedì 24 giugno presso il Museo dei Piceni.

ROMA CAMMINANDO

Nell’occasione il Presidente Ettore Spagnuolo ha voluto ospitare Francesco Rutelli, venuto a presentare il suo ultimo libro, “Città vince città perde” (Laterza).

Sostenitore fin dall’inizio di Visioni&Illusioni, anche in virtù dell’antica amicizia che lo univa al compianto Presidente Onorario dell’Associazione Giuliano Montaldo, l’ex Sindaco di Roma è stato intervistato dal giornalista Guido Barlozzetti sui contenuti del volume che descrive strategie e fattori di gestione della città che distinguono quelle vincenti da quelle perdenti, alla luce dei mutamenti imposti dalle crisi climatiche, dalle trasformazioni del lavoro, della mobilità, dell’abitare, della transizione green e delle sfide digitali.

 

 

 

libro rutelli

“Le nostre città devono conoscere una nuova stagione di grandi trasformazioni. Quali possono essere i nuovi modelli di governo e organizzazione capaci di realizzare innovazioni coraggiose a beneficio dei cittadini per la sostenibilità, l’autonomia energetica, la gestione delle acque, facendo funzionare rivoluzioni digitali, inclusione sociale e una nuova e rinnovata partecipazione civica?”. Questi alcuni degli interrogativi che sono stati discussi durante un incontro che ha visto un’ampia partecipazione e che si è concluso con alcuni cenni al libro precedente di Francesco Rutelli, “Roma Camminando” (Laterza), una guida che invita a scoprire la Capitale attraverso itinerari a piedi, tra storia, arte e curiosità nascoste.

Mercoledì 11 giugno nella Sala Cinema dell’Anica (Viale Regina Margherita, 286) ha avuto luogo la proiezione di “Le voci bianche” (1964) di Pasquale Festa Campanile e Massimo Franciosa nell’ambito dell’iniziativa di Visioni&Illusioni “I tesori nascosti del cinema italiano” volta a riportare all’attenzione dei soci e dei loro ospiti quei film pur pregevoli, già accolti favorevolmente sia dal pubblico che dalla critica che, per motivi diversi, sono scomparsi da tempo dai palinsesti televisivi o dalle rassegne cinematografiche.

Presentato fuori concorso al 17º Festival di Cannes, “Le voci bianche” è una divertente satira in costume ambientata nella Roma della metà del ‘700. Il protagonista è Meo, interpretato da Paolo Ferrari, un giovane che per sfuggire alla fame e alla miseria, finge di farsi castrare per entrare nel Conservatorio dove studiano e si esibiscono le ‘voci bianche’ in un’epoca in cui, per volere papale, le donne non potevano recitare a teatro. Salva quindi la sua virilità ma è costretto ad esibire costantemente una femminilità che non gli appartiene, approfittandone tuttavia per soddisfare sia i suoi impulsi che quelle delle mogli dei nobili romani che lo accolgono nel loro mondo senza sospettare il suo doppio gioco…

le voci bianche

Con i dialoghi in romanesco scritti da Luigi Magni, i bei costumi e le scenografie di Pier Luigi Pizzi, il film vantava un cast d’eccezione: oltre a Paolo Ferrari c’erano, tra gli altri, Sandra Milo, Anouk Aimée, Vittorio Caprioli, Philippe Leroy, Leopoldo Trieste, Claudio Gora e Francesco Mulè.

Alla serata presentata da Alberto Castagna e alla presenza del Presidente di Visioni&Illusioni Ettore Spagnuolo, hanno preso parte il saggista Andrea Pergolari, autore del libro “Pasquale Festa Campanile. Ovvero la sindrome di Matusalemme”, dedicato al regista del film e Raffaele Festa Campanile, figlio di Pasquale oltre ad altri personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura.