Durante una retata della polizia a Villa Borghese, l’agente di polizia Antonio Caccavallo, vedovo con figlio e padre a carico, arresta insieme ad altre prostitute anche Carolina. In realtà la ragazza è solo scappata di casa perché incinta e l’agente Caccavallo viene quindi incaricato di riportarla al paese natio.
Soggetto di Ennio Flaiano, sceneggiato da Age, Scarpelli, Sonego e Monicelli che per la prima volta firma la regia da solo, “Totò e Carolina” fu soggetto a numerose censure e subì innumerevoli tagli (più di 200 metri) sia perchè secondo i censori dell’epoca il corpo di Polizia veniva ridicolizzato e sia perchè la morale dell’epoca non accettava che un agente di Polizia accogliesse in casa una ragazza madre.
Il film ebbe il visto dalla commissione censura dopo due anni, ma a causa degli innumerevoli tagli che ebbero effetti negativi anche sul doppiaggio, non riscosse particolare successo di critica e pubblico. Fu riscoperto nel corso dei decenni, anche grazie al restauro e al reintegro di alcune delle scene eliminate ritrovate negli archivi, e resta la sua importanza dal punto di vista storico come esempio di cosa era la censura in Italia nel corso degli anni cinquanta.